Credito, innovazione e identità: dalla BCC Toniolo un’alleanza per sostenere il futuro del vino siciliano

Il credito come leva per sostenere gli investimenti, l’innovazione e la competitività delle imprese vitivinicole siciliane, insieme alla valorizzazione del legame tra vino, identità e territorio. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Coltivare l’autenticità: il credito cooperativo a sostegno dello sviluppo vitivinicolo territoriale”, promosso dalla BCC G. Toniolo e San Michele di San Cataldo al Country Time Club di Palermo, evento inserito nel palinsesto delle manifestazioni collaterali al 37esimo Ladies Open di Tennis organizzato dal circolo.

Ad aprire i lavori sono stati il direttore generale Nicola Culicchia, insieme al vicepresidente Francesco Castiglione, che hanno sottolineato la vicinanza tra la missione del credito cooperativo e quella delle imprese vitivinicole.

«Ci accomunano la presenza e il ruolo che svolgiamo nel territorio – ha dichiarato Culicchia –. Le aziende hanno una propria identità, producono valore per le comunità nelle quali operano e noi siamo, per vocazione, banche del territorio. Tra gli scopi della BCC c’è proprio quello di sostenere lo sviluppo locale. Con le imprese vitivinicole condividiamo valori come il radicamento e la capacità di fare tornare sul territorio, attraverso l’attività economica, una parte del valore prodotto. È questo l’obiettivo mutualistico della BCC».

A delineare lo scenario del comparto è stato Carlo Napoleoni, responsabile della Divisione Impresa di ICCREA Banca, secondo il quale il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione.

«Continuiamo a produrre molto e, in termini di quantità, l’Italia ha superato la Francia, ma non ancora sul piano del valore. C’è ancora molta strada da fare e la vera sfida è riuscire a portare la qualità delle nostre produzioni sui mercati internazionali. Le imprese chiedono assistenza finanziaria e hanno bisogno di risorse per realizzare nuovi investimenti».

Napoleoni ha evidenziato anche l’impatto della transizione ambientale sulle strategie aziendali: «Il settore agroalimentare è interessato dalle sfide della sostenibilità, che richiedono investimenti significativi. Il nostro sostegno riguarda sia i progetti di sviluppo sia il magazzino. Come ICCREA abbiamo introdotto strumenti innovativi, tra i quali il pegno non possessorio, che permette alle aziende di finanziarsi utilizzando come garanzia il vino in affinamento».

Sul tema dell’accesso agli incentivi è intervenuta Enrica Spadafora, consigliera di Assovini Sicilia.

«Le aziende chiedono maggiore supporto e più informazione per conoscere le opportunità disponibili e accedere agli aiuti. Strumenti ben indirizzati possono raggiungere efficacemente tutte le imprese che fanno parte di Assovini, dalle realtà più grandi alle piccole e medie aziende. Allo stesso tempo stiamo cercando di evolverci e di individuare nuovi modi di comunicare, per riuscire a raggiungere direttamente il consumatore finale».

Una riflessione sul valore economico, sociale e culturale del comparto è arrivata da Flora Mondello, delegata dell’associazione Le Donne del Vino – Sicilia. «Chiediamo che venga riconosciuto il valore delle aziende e dell’intero mondo vitivinicolo non soltanto in termini di produzione e fatturato, ma anche per la consistenza del loro patrimonio e per il ruolo che svolgono nei territori. Sono imprese che non possono essere separate dai luoghi nei quali operano e che presentano caratteristiche strettamente legate al contesto di appartenenza. Oggi, inoltre, sono sempre più connesse ad altri comparti, come dimostra lo sviluppo dell’enoturismo». «Nel DNA dei siciliani – ha aggiunto Mondello – ci sono versatilità e capacità di adattamento alle nuove sfide. Vedo molte cantine puntare sull’entusiasmo e sulla vendita di un’esperienza unica legata al territorio. Noi siamo la nostra storia: è da questa consapevolezza che possiamo partire per affrontare un mercato che si rinnova e cambia. Il nostro territorio e la nostra storia appartengono soltanto a noi e sta a noi valorizzarli nel modo migliore».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli interventi di Santi Planeta delle Cantine Planeta, Costanza Chirivino, presidente del Consorzio Doc Monreale e Mario Di Lorenzo, delegato dell’Arca  (Associazione Regionale Catarratto Autentico) che hanno chiesto attenzione su un comparto in trasformazione che non interessa solo più il settore primario ed è fondamentale per l’economia dell’Isola

“Fare rete è sempre importante, abbiamo parlato di come fare impresa e quali sono le nostre esigenze”, ha spiegato Planeta, “l’agricoltura in Sicilia è un punto forte dell’economia siciliana ma certo non è facile: la nostra è una regione grande ma non con una grandissima rete di infrastrutture. A livello mondiale oggi le difficoltà maggiori sono quelle legate all’incertezza”.

“Stiamo lavorando per fare rete, oggi siamo tredici aziende ma obiettivo è aprire le porte e fare arrivare altre aziende che stanno arrivando nel nostro territorio”, ha aggiunto Chirivino, “il mondo del vino attraversa una fase complessa in cui non possiamo permetterci di chiuderci in noi stessi e per questo abbiamo colto con interesse l’invito della Bcc G. Toniolo che servirà a porre le basi per una collaborazione proficua”.

L’incontro ha confermato come la crescita del vino siciliano passi da un’alleanza sempre più stretta tra banche, imprese e organizzazioni di settore: una collaborazione capace di sostenere gli investimenti, accompagnare la transizione sostenibile e trasformare l’identità dei territori in un concreto vantaggio competitivo.

La BCC G. Toniolo e San Michele di San Cataldo è l’espressione più rappresentativa del Gruppo Bancario Iccrea in Sicilia dove è presente nelle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Trapani, Ragusa ed Agrigento. Opera sul territorio regionale con 34 sportelli bancari al servizio di 135 comuni. Al 31 dicembre 2024, il patrimonio netto si attesta a 254,4 milioni di euro; il totale attivo supera i 2,104 miliardi di euro; i finanziamenti verso la clientela hanno raggiunto quota 524 milioni di euro. In aumento il prodotto bancario lordo che si attesta a 2,224 miliardi di euro. In riduzione i crediti deteriorati con un NNPL ratio che registra lo 0,90%. Il Cet 1, l’indice che attesta la solidità patrimoniale, è pari al 56,7%, significativamente al di sopra dei limiti minimi previsti dalla normativa.